[di Sandra Petrignani. Panorama, 25 agosto 1999]
Viktor Sÿklovskij, Il mestiere dello scrittore e la sua tecnica, Liberal
Con il boom delle scuole di scrittura e il moltiplicarsi dei manuali per imparare a scrivere, è sorprendente che non fosse stata ancora tradotta quest'intelligente operina di Viktor Sÿklovskij, uscita in Urss nel 1927. Lo ha fatto adesso Pia Pera, riproponendo la penna leggera del più simpatico tra i formalisti russi, quel gruppo di geniali 'smontatori' del testo letterario che contò nelle sue fila anche Roman Jakobson, Boris Ejchenbaum e molti altri.
'Davvero non ci si potrebbe augurare un miglior maestro di scrittura' commenta Emanuele Trevi in una bella introduzione. E ha perfettamente ragione. L'autore della celebre Teoria della prosa (pubblicata nel '25) compendia in questo manualetto a uso della classe proletaria le regole d'oro per comporre articoli giornalistici e racconti originali. È un insegnamento contro la noia e i luoghi comuni, senza mai perdere di vista il fatto scivoloso che la letteratura è un'arte disordinata e anarchica, in cui le regole tecniche possono essere generalizzate solo con arbitrio.
Ma quali sono queste regole? Prima di tutto 'diventare un lettore consapevole': non è dato scrittore che non sia all'origine un lettore forte. Poi 'bisogna imparare a restare seduti a lungo'. Poi tenere diari e taccuini di appunti. Poi 'cercare una definizione esatta per ogni cosa'. Poi sbrigarsi 'a mettere il punto'. Poi 'rileggere il più spesso possibile quel che si scrive'. Elementare Watson? Indubbiamente sì, eppure in questo abc dello scrivere Sÿklovskij sa elargire, col suo celebre spirito, piccole illuminazioni utilissime. Se non a diventare scrittori, a leggere i grandi da lui analizzati: Tolstoj, Cechov, Gogol, Dostoevskij. Una lezione 'formalista', osserva Vittorio Strada nella prefazione, da parte d'un maestro 'della migliore letteratura russa degli anni 20'.
Scrittore? Vediamo come stai seduto
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